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DIAGHILEV A VENEZIA:
100 anni dalla nascita dei Ballets Russes


Teatro Goldoni - Venezia
Martedì 15 dicembre 2009 - ore 20:30

Pëtr Il'ič Čajkovskij
SERENATA PER ARCHI OP. 48

Igor' Stravinskij
PULCINELLA
Balletto in un atto per piccola orchestra e voci soliste da Giovanni Battista Pergolesi.

soprano
Liesl Odenweller
tenore
Luca Favaron
basso
Claudio Zancopè
  
  

Compagnia Fabula Saltica
Pulcinella
Alexandre Bourdat
Pimpinella
Federica Iacuzzi
Prudenza
Melania Chionna
Rosetta
Valentina Soncin
Florindo
Vito Alfarano
Coviello
Manfredi Perego
Furbo
Denald Gjergo
  
  

Coreografia di Claudio Ronda
Scenografia di Giulio Magnetto
realizzata dal Laboratorio Scenografico del Teatro Sociale di Rovigo
Costumi di Giulia Zuolo
Orchestra MusicaVenezia
Direttore Marco Paladin
Direttore Artistico Roberta Reeder


Fermata ACTV: Rialto
BIGLIETTI:
Intero 30 € - 25 €, ridotto 10 € (per età < di 25 anni)
Biglietti acquistabili presso la biglietteria del Teatro Goldoni:
lunedì 14 e martedì 15 dicembre
PREVENDITA:
Biglietteria Teatro Goldoni
HELLO VENICE: tel. 041 2424
APT Tourist Offices Venice: tel. 041 5298711
INFORMAZIONI:
www.musicavenezia.org    -    cell. 345 287155
Compagnia Fabula Saltica    -    e-mail: fabulasaltica@google.com
tel. 0425.23113 - cell. 329.8369237




VENEZIA - Pulcinella e Tiepolo, Stravinsky e Venezia: sono queste le coordinate entro le quali il coreografo Claudio Ronda gioca le proprie carte per il nuovissimo allestimento di “Pulcinella”, il balletto, su musiche di Igor Fëdorovic Stravinskij, coreografato il 15 maggio 1920 all'Opéra di Parigi da Léonide Massine. L'allestimento, oggi realizzato dalla compagnia Fabula Saltica, si avvale della direzione d'orchestra del Maestro veneziano Marco Paladin, e debutta in prima assoluta Martedì 15 dicembre 2009, alle ore 20.30, al Teatro Goldoni di Venezia.

La “prima” del balletto è preceduta dall'esecuzione della “Serenata per archi”, op. 48, di Pëtr Il'ič Cajkovskij, con l'Orchestra Musica Venezia, diretta da Marco Paladin.

Lo spettacolo è parte del progetto “Diaghilev a Venezia”, ideato e curato dalla studiosa Roberta Reeder, ed è prodotto e organizzato dall'Associazione Culturale Musica Venezia, in collaborazione con il Comune di Venezia. Il Direttore Artistico dell'Associazione, Roberta Reeder, intende così rendere un suo personale e sentito omaggio al primo centenario del debutto, a Parigi, dei Ballets Russes. La leggendaria compagnia di danza, fondata dall’impresario Serge Diaghilev, fu attiva infatti dal maggio 1909 fino alla morte di questi, avvenuta nel 1929 a Venezia. Ed è in questa città, da lui amata più d'ogni altra, nel cimitero di San Michele, che si trova la tomba di Diaghilev, lì tumulato accanto a Stravinskij. L'allestimento di Claudio Ronda rinnova la sinergia tra danza, musica e pittura creata, nelle produzioni dei Ballets Russes, dai maggiori artisti del primo '900. In un elenco ben più ampio, denso di personalità che hanno arricchito il nostro secolo con un patrimonio artistico e culturale inestimabile, si citano, tra gli altri, i nomi di Picasso, Braque, Matisse, Prokof’ev, Milhaud, insieme ai coreografi Fokine, Nijinskij, Balanchine. Il “Pulcinella” firmato da Claudio Ronda conserva intatta la partitura firmata da Stravinskij (ispirata da pagine di Giovan Battista Pergolesi e di autori napoletani fra '600 e '700). Invariati sono anche l'intreccio originale, derivato dai canovacci della Commedia dell'Arte, e i personaggi dell’azione: Pulcinella, l'amata Pimpinella, le giovani Rosetta e Prudenza, con i rispettivi fidanzati Coviello, Florindo e l’amico Furbo. Unica modifica è nel luogo del racconto, da Napoli trasferito a Venezia. Perchè questa scelta? Perché un preciso riferimento, estetico e culturale, nelle scelte di Roberta Reeder è costituito dal grande ciclo, fitto di disegni e affreschi, dedicati a Pulcinella e realizzati dal grandissimo pittore veneziano Giandomenico Tiepolo (1727-1804), nella sua villa di Zianigo (ora conservati a Cà Rezzonico).

Nei “Pulcinella innamorato”, “L' altalena di Pulcinella” e “La cavalcata dei Pulcinella”, tra gli altri titoli, realizzati tra il 1793 e il 1797, Giandomenico trasfigura il tramonto di Venezia, da lui avvertito con chiarezza.

Nel denso spessore umano di quelle caricature, così vicine alle commedie di Carlo Goldoni, emergono infatti in chiave grottesca i guasti della società del tempo. Il lungo cappello, la maschera e la casacca bianca di Pulcinella simboleggiano dunque la sincerità e l'immediatezza del popolo veneziano, che contempla, fra ironia e amarezza, la rovina della Repubblica.

È in questa nuova cornice di spazio e tempo, illustrata, in origine, da Giandomenico Tiepolo con il suo acuto spirito di osservazione, con il suo umorismo velato da una sottile patina di malinconia, che Ronda colloca la sua “commedia balletto”. Imprevisti lieti e drammatici, amori contrastati, false morti e intrighi, scherzi e imprevisti “segnali” dal Mondo Nuovo, ci parlano di vicende e di uomini che, pur collocati alla fine del '700, trovano un preciso referente con l'attualità.

Perché Pulcinella, in questo allestimento, si rivela protagonista a tutto campo: attore e spettatore di se stesso e delle proprie trovate, maschera e smorfia più vera e umana di tutti gli altri coprotagonisti, in bilico costante fra riso e pianto, elemento non conformista in una società congelata da paure, ignoranze e incomprensioni. Nella pura immagine di irrequietezza che “è” Pulcinella, l’elemento realistico popolare si fonde con l’artificio teatrale, e si rivolge direttamente a quanti vedono ancora la possibilità, nella vita, di continuare a giocare, di mescolare fantasia e amore, poesia e comicità, sentimento e riflessione.